A FUTURA MEMORIA
DAGLI "SCIENZIATI" SANTARELLI E MONACO A SAVINO...
da "L'Attacco", inserto culturale, 5 giugno 2010, p. 22

QUANDO MANCA LA CULTURA!
LA VERGOGNOSA SCOMPARSA DELLA BIBLIOTECA "MINUZIANO" DI SAN SEVERO
La scomparsa della
Biblioteca Comunale e il furto al Museo Civico di San Severo hanno tenuto banco
a lungo sulle pagine dei giornali, specie del nostro quotidiano, e non senza
ragione. Si tratta, infatti, di due vicende strettamente legate tra loro, che
rappresentano un esempio da manuale sul modo in cui non si dovrebbe gestire la
cultura. Un intreccio negativo e assurdo tra politici, dirigenti e tecnici,
sullo sfondo di un’opinione pubblica disinteressata e di un associazionismo
culturale completamente assente da ogni dibattito sul futuro della città,
interessato solo ad incamerare contributi economici. Sono cose che purtroppo
succedono nella nostra realtà.
La Biblioteca scomparsa
è la gloriosa “Minunziano”, vecchia di 150 anni, i cui libri sono stati
sistemati, in attesa di tempi migliori, in una palestra adibita a deposito.
Caricati sul camion di un’impresa di traslochi, i volumi hanno tolto il
disturbo, per liberare lo spazio al museo, in sprezzo di ogni logica e di ogni
diritto all’informazione dei cittadini. In complesso, sono state allestite delle
mirabolanti mostre a tema nel neonato museo MAT, il cui acronimo sembra tutto un
programma, purtroppo.
Ma andiamo con ordine.
Non risaliremo alla metà dell’Ottocento, quando nasce la biblioteca civica,
prima intitolata a re Ferdinando di Borbone, poi, all’indomani dell’Unità
d’Italia, al celebre umanista e stampatore Alessandro Minuziano. Ci fermeremo a
pochi decenni fa, quando iniziano a costituirsi, nell’ambito della biblioteca, i
primi nuclei di un museo, che si arricchirà sempre più di materiale. All’inizio
non c’è alcun problema, visto che il direttore è unico, ossia Benito Mundi; i
guai iniziano con il suo pensionamento e con lo sdoppiamento delle strutture. La
doppia direzione segna anche l’inizio della supremazia del museo ai danni della
biblioteca, con i politici apertamente (e ottusamente) schierati a favore dei
reperti contro i libri, a dispetto di ogni ragionamento logico, che vorrebbe
un’equa considerazione, senza guerre intestine.

Gli "inutili" libri vengono caricati e depositati in una palestra comunale...
Si aggiunga, poi, l’arrivo dei
finanziamenti chiesti dall’allora amministrazione Giuliani, che vengono gestiti
dal sindaco Santarelli e dall’assessore alla cultura Monaco. Inizia così la
pagina più brutta della cultura dell’ultimo periodo. Si coglie come pretesto la
realizzazione di impellenti lavori nella struttura di San Francesco per
sfrattare la biblioteca. Quali lavori? Quelli ai tetti dell’antico edificio, che
lasciano filtrare copiosamente l’acqua? Quelli all’annessa chiesa di San
Francesco, che è pericolante? Niente di tutto questo. I grandi lavori si
riducono in sostanza alla creazione di alcuni bagni. Tutto qui. E i soldi
arrivati? Le cifre, come hanno dichiarato gli interessati, sono cospicue. Per
alcuni si parla di 700-800 mila euro. Dove sono finiti? Si aggiunga a ciò che a
San Francesco non hanno realizzato neppure un sistema d’allarme degno di questo
nome, come ha dimostrato il furto della fine di dicembre.
L’importante, però, era
togliere l’impaccio dei libri, sfrattati come fossero extracomunitari
clandestini, senza preoccuparsi di trovare una sede alternativa. Tanto i libri
non servono e sono solo pesanti! Spostare i reperti, più leggeri e più
manovrabili? Non sia mai! E le mostre mirabolanti poi come si fanno a San
Severo? I libri sono ormai superati, parola dei vecchi amministratori di San
Severo e di qualche fin troppo interessato consigliere. La destinazione, così,
diventa la palestra di una scuola, dove oggi si trovano malinconicamente
inscatolati, in attesa di tempi migliori.
E la nuova amministrazione
comunale, entrata in carica l’anno scorso, cosa fa di diverso rispetto alla
vecchia? Niente. Anzi, da Palazzo Celestini confermano il dirigente comunale
preposto al museo, e diverso, chissà perché, da quello preposto alla biblioteca,
e decantano le lodi delle mirabolanti mostre organizzate nel museo di San
Severo. La biblioteca? Può attendere. E i 300 mila euro stanziati per il
progetto Aracne, riservati proprio alla biblioteca? No problem: facciamo finta
che la “Minuziano” esista, adibiamo all’uopo due stanzette, poi si vedrà.
L’importante è tenere buono Mercurio, direttore della Provinciale di Foggia,
indispettito dalla scarsa considerazione in cui la “Minuziano” è tenuta a San
Severo. Prima o poi la nuova sede del Comune, in costruzione, sarà completata,
liberando Palazzo Celestini, che sarà utilizzata per la nuova biblioteca.
E i cosiddetti uomini di
cultura, quelli che operano all’interno delle tante associazioni cittadine, cosa
hanno fatto e detto di fronte a questo scempio? Salvo sporadiche eccezioni,
nulla. Hanno girato la testa dall’altra parte. I motivi? Disinteresse reale per
la cultura, certo, ma anche la solita furbizia meridionale, consistente nella
paura di alienarsi le simpatie degli amministratori, che sono, poi, quelli che
danno i contributi economici. Se si litiga con questa gente, c’è il rischio di
non avere più soldi per i propri interessi, e dunque “chi se ne frega della
biblioteca”.
Un vero dibattito culturale
sui problemi della città non esiste, né qui né in provincia; ci sono solo delle
monadi che ritengono di fare cultura facendo parlare di sé, senza accorgersi che
la cultura o dà frutti o non serve a niente. E i frutti si chiamano
miglioramento della coscienza civica, dell’educazione, della sensibilità al
bello; esattamente l’opposto di quello che avviene a San Severo, dove ci si
pavoneggia con qualche mostra, con qualche iniziativa sporadica, dimenticando
l’ingente prezzo che è stato richiesto alla città.
Il silenzio della
cultura impedisce di rispondere e reagire di fronte alla barbarie che avanza, di
fronte al deserto di iniziative valide, che possano aprire la strada alla
risoluzione di problemi di grande rilievo, che coinvolgono i giovani. Ecco
perché la vicenda dell’esilio della biblioteca è così emblematica,
rappresentando una vera e propria cartina al tornasole. In caso contrario,
qualche politico e qualche personaggio interessato a far parlare di sé
credendosi un nuovo uomo della provvidenza non avrebbero potuto fare quello che
hanno fatto. Sarebbero stati fermati e costretti a ragionare, magari davanti a
quei camion inviati alla chetichella a San Francesco, senza aver prima
predisposto una sede alternativa. C’è del marcio in Danimarca, ma anche da noi,
purtroppo, nell’anno di grazia 2010.

UN'INCREDIBILE VERGOGNA!
GIULIANI: “RIPORTARE SUBITO I LIBRI DELLA BIBLIOTECA A
SAN FRANCESCO!”
Intervenendo dagli schermi di Tele Radio San Severo, il
giornalista Francesco Giuliani si è esplicitamente collegato agli articoli
pubblicati dall’“Attacco” sul furto al Museo sanseverese e sui successivi,
inquietanti sviluppi, avanzando delle precise e concrete richieste alla nuova
Amministrazione. In primo luogo, egli ha chiesto l’immediato ritorno nel
complesso di San Francesco dei libri della gloriosa biblioteca comunale
“Alessandro Minuziano”, oggi depositati in scatoloni in una palestra.
“Le responsabilità della desolante situazione attuale ricadono
sulle spalle della vecchia Amministrazione cittadina, guidata da Santarelli, con
assessore alla Cultura Monaco. I due, malgrado le proteste, hanno permesso che i
volumi della “Minuziano” fossero imballati e portati altrove, per liberare lo
spazio a favore del Museo cittadino, senza però preoccuparsi di trovare una
nuova sede. Un trasloco alla cieca, quasi che i volumi fossero un inutile
intralcio, per permettere un allargamento degli spazi museali. Il pretesto (non
saprei chiamarlo diversamente) era la realizzazione di una serie di lavori, che
poi si sono rivelati ben poca cosa. In un manifesto, però, il sindaco prometteva
ai sanseveresi che i libri sarebbero poi ritornati a San Francesco, cosa mai
avvenuta.
Oggi, a distanza di vari mesi dall’insediamento della nuova
Amministrazione, tutto è fermo. I preziosi libri giacciono in una palestra,
esposti al deterioramento, e a San Francesco, per giunta, non c’è nemmeno un
antifurto degno di questo nome, come ha dimostrato il furto dei giorni scorsi.
Il sindaco attuale dovrebbe immediatamente prendere in mano la
situazione, agendo almeno su tre fronti. Prima di tutto, andrebbe fatto un serio
esame della situazione, magari nominando una commissione di esperti
sull’utilizzo dei fondi stanziati per il complesso di San Francesco. C’è stato
un uso coerente con l’assegnazione? Ci sono state carenze e superficialità? E’
stata usata la necessaria diligenza, trattandosi di soldi della collettività?
Poi, bisognerebbe predisporre le necessarie misure di
sicurezza, per evitare che chiunque possa intrufolarsi di nuovo nei locali,
facendo quello che vuole. Infine, ma è la cosa più importante,
bisognerebbe richiamare i camion che
tempo fa hanno caricato i libri, per riportarli indietro. Non c’è nessun motivo
per cui questo patrimonio librario debba rimanere ad ammuffire in una palestra.
Così come sono stati per tanti anni in quella sede, così possono rimanerci
ancora, almeno finché non si abbia la pronta, e sottolineo “pronta”,
disponibilità di una nuova sede, nella quale, tra l’altro, potrebbe essere
allocato il Museo, al posto della Biblioteca, visto che i reperti sono di più
facile spostamento.
In ogni caso, ripristinando la coesistenza, si salvaguardano
gli interessi dei cittadini, che sono, poi, quelli che veramente contano.
Certo, sarebbe anche il caso che il sindaco impedisse a
qualcuno di firmare dei comunicati stampa a nome dell’Amministrazione Comunale.
Savino, in quanto sindaco, è il capo dell’Amministrazione e non può
evidentemente dissociarsi da questi comunicati, com’è invece avvenuto. E’ grave
che qualcuno si sia permesso di scavalcarlo e sta al sindaco impedire che ciò si
verifichi di nuovo.
Quanto ai politici, ricordo che il loro compito è di risolvere
i problemi, senza dare l’impressione di prestarsi ad operazioni che mirano solo
a favorire interessi personali.
San Severo, inoltre, come ha ricordato il direttore della
Biblioteca provinciale Mercurio, rischia seriamente di perdere 300 mila euro per
quest’inspiegabile avversione alla Biblioteca comunale, un’istituzione vecchia
di oltre un secolo e mezzo. Qualcuno dovrebbe aprire gli occhi su questa follia,
correndo subito ai ripari”.